Applausi per il primo Talk Fmpi-Milano, L’iniziativa voluta dalla segreteria milanese della Federazione Medie e Piccole Imprese italiane ha suscitato unanime consenso nella community di imprenditori, professionisti e lavoratori che lunedì 19 aprile ha affrontato il tema dello smart working, 

Argomento caldo, lo smart working, che Fmpi Milano ha declinato tra le “responsabilità del dipendente, opportunità  del datore di lavoro e ricadute psicologiche”. Scenari al centro del dibattito con ospiti Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro alla Bocconi e presidente di Afol Metropolitana;  Barbara Masserelli, giuslavorista; Carmen Petrizzi, consulente del lavoro, e Giulia Zani, psicologa.  

E così lo smart working, che sembra essere diventata una formula magica a molti problemi,  nel Talk made in Fmpi, è stato riportato alla  sua reale dimensione che, attenzione, non  è semplicemente un lavoro dell’ufficio fatto da casa. “Il vero smart working –ha spiegato Maurizio Del Conte, – è quello che sposta quote di responsabilità organizzativa sul lavoratore, abbinando la modalità di rendere la prestazione per obiettivi, per risultati, anziché per il tempo passato in un luogo di lavoro”. 

Una rivoluzione che scardina alcuni ‘dogmi’ della nostra concezione dell’organizzazione del lavoro: basti infatti pensare che le retribuzione e i permessi sono conteggiati su base oraria. “Oggi il lavoro, i processi produttivi – sostiene Del Conte – si sono modificati, le imprese sono più ‘leggere’, molte catene di montaggio sono automatizzate e gestite da robot, e oggi un’azienda ‘compra’ e soprattutto dovrebbe pagare come tale, l’intelligenza delle persone”. 

Valutazioni del padre della legge 81/17 , quella sullo smart working, condivise da Carmen Petrizzi – “il lavoro agile interessa soprattutto i lavoratori più qualificati e le grandi aziende (terziario, servizi alle imprese, credito e assicurazioni), soprattutto i lavoratori sotto i 35 anni, per i quali non si può più tornare indietro” e, quindi, “è necessario ripensare alla regolazione del lavoro subordinato, auspicabilmente lasciando alla contrattazione collettiva il compito di rintracciare le migliori soluzioni per contemperare le richieste di imprese e lavoratori”.  

Condizioni affrontate da Fmpi con l’intervento di Antonio Iodice, consigliere nazionale: “L’introduzione di forme nuove ed innovative nei modelli lavorativi sta generando nuovi comportamenti, nuovi stili di vita, nuovi modi di gestire il tempo disponibile – fa sapere Iodice -.  È un mondo da esplorare per comprendere dove si sta spostando il confine del mondo del lavoro per essere pronti e preparati al cambiamento”. Una nuova frontiera che la giuslavorista Masserelli ha declinato con leggi e normative di riferimento, lasciando infine alla psicologa Zani la questione psicologica dello smart working sapendo che è un fenomeno “in grado di agire favorevolmente sull’autonomia e la flessibilità propria del lavoratore facilitandone la qualità di vita lavorativa (in termini di senso di soddisfazione lavorativa ed efficacia) che comporterà un aumento della performance con conseguente aumento della produttività”. 

GiZa 

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